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12 dicembre: Seminario "Global change in Artide: modelli matematici e micropaleontologia a confronto"

Il seminario si terrà il giorno 12 dicembre 2016 alle 11,30 nell'aula B del Plesso geologico.

RelatoriDott. Michele Petrini (Università degli studi di Trieste), Katia Carbonara (Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell'Università di Parma)

Michele Petrini è dottorando in Scienze della Terra e Dinamica dei Fluidi presso il Dipartimento di Matematica e Geoscienze all'Università di Trieste. Coinvolto in un progetto internazionale multidisciplinare sull'evoluzione della paleo-calotta glaciale Eurasiatica durante l'ultima deglaciazione, studiata tramite simulazioni con modelli numerici per calotte glaciali. Ha studiato Matematica presso l'Università di Trieste. Katia Carbonara è dottoranda in Scienze della Terra presso il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra dell'Università di Parma, collabora in progetti internazionali sull'evoluzione paleoclimatica, associata all'ultimo ritiro glaciale del Mare di Barents, mediante lo studio delle associazioni a nannofossili calcarei. Ha studiato Scienze della Natura presso l'Università degli Studi di Bari.

Abstract: Le grandi calotte glaciali ad alte latitudini giocano un ruolo primario nel sistema climatico della Terra. Durante l'ultima era glaciale, calotte glaciali coprivano il Canada, l'America del Nord e l'Europa del Nord.  Ricostruire, analizzare e cercare di comprendere i processi dinamici e climatici che hanno guidato la deglaciazione di queste paleo-calotte glaciali può rappresentare un importante strumento per poter comprendere e predire il futuro delle calotte glaciali in Antartide e Groenlandia. Studi geofisici e di geologia marina e terrestre ci forniscono preziosi indizi sulla dinamica e sulla tempistica dell'ultima deglaciazione delle paleo-calotte glaciali; tuttavia, questi indizi da soli non consentono di ricostruire una storia organica e continua della deglaciazione. Con l’ausilio di modelli numerici per calotte glaciali si cerca di ricostruire tale storia, tramite un confronto quanto più diretto possibile fra gli output delle simulazioni e le osservazioni.Le variazioni delle associazioni di nannoflora nel tempo sono un indice della risposta del biota ai cambiamenti ambientali. Il nannoplancton calcareo prospera nelle acque marine, influenzato dalla disponibilità di luce, dai nutrienti e dalla temperatura. Alle alte latitudini, tali condizioni non sono sempre favorevoli, dal momento che le temperature delle acque sono basse, la luce è scarsa per parte dell’anno e, in particolare, la presenza del ghiaccio marino può ridurre ulteriormente la loro proliferazione. Le variazioni delle condizioni paleoceanografiche e paleoclimatiche dell’Oceano Artico durante il tardo Quaternario sono state indagate attraverso un approccio multidisciplinare, considerando le interazioni tra varie componenti del sistema artico.

E-Mail di riferimento dell`organizzatorekatia.carbonara@studenti.unipr.it

Pubblicato Lunedì, 21 Novembre, 2016 - 14:37 | ultima modifica Lunedì, 21 Novembre, 2016 - 14:49